Il potere evocativo di Pinterest. Intervista a Francesca Valente

Pubblicato il aprile 16, 2012 di

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interview

Appassionata di arte, indipendente ed estroversa, Francesca Valente è esperta di Digital PR e Social Media Management. Nel suo blog FV Lab ha dato ampio spazio a Pinterest in un post descrivendolo come un mondo cool dal quale trarre ispirazione.

Ho quindi deciso di intervistarla per sapere le sue impressioni da utente e da esperta del mondo dei social.Francesca Valente

1)      Come hai organizzato il tuo profilo su Pinterest? Tra le tue boards mi ha incuriosito quella relativa a Le freak so chic con la cover dedicata a Freaks, il film di Tom Browning del 1932 (un masterpiece!)

Fin da quand’ero piccola sfogliavo le riviste e conservavo le immagini che più mi colpivano: strappavo i fogli dal giornale e ne facevo un collage di forme, colori, messaggi che si confondevano. Poi ho cominciato a pescarle dalla Rete… Pinterest non poteva che fare al caso mio, colleziono le mie preziose fonti di ispirazione e le condivido con gli altri.

Credo molto nel potere evocativo della comunicazione visuale. Le immagini accendono la mia creatività, ne traggo ispirazione per stimolare mente e fantasia (cosa molto utile anche per il mio lavoro!). Ho organizzato il mio profilo semplicemente pensando alle mie passioni.

Le freak so chic descrive un mondo di personaggi, storie che rappresentano un modo di essere: “freak” sta per bizzarro, originale, anticonformista… Ammiro le persone che in un modo o nell’altro si distinguono dalla massa.

2)      Ho visto che le boards sono dedicate ai tuoi interessi (cinema, moda, design), nessun riferimento alla tua professione. Pensi che Pinterest possa essere utile per la costruzione del personal branding 2.0 o che sia uno spazio dedicato solo alla condivisione dei propri interessi?

Penso possa esserlo, certo. Ma penso che ci siano social network che si prestano meglio a questo scopo, ad esempio Twitter. Si tratta puramente di una scelta personale: curo il mio personal branding già su diversi canali, su Pinterest e Instagram lascio che le persone conoscano un’altra me. L’onnipresenza è noiosa ;)

3)      La predominanza dell’immagine sui testi appare un trend in ascesa vista la Timeline di Facebook e il recentissimo restyling di Google Plus. Secondo te i brand come potranno creare interazione in un social in cui l’immagine domina rispetto alle parole?

Sui social network funzionano di più immagini e video rispetto alle parole, un post associato a un’immagine ha il doppio di possibilità di attrarre l’attenzione di un utente. Le aziende non dovranno far altro che cavalcare l’onda di una tendenza già in atto, parliamo un trend in ascesa ben prima di Pinterest!

4)       Stai già utilizzando Pinterest per i tuoi clienti? Ci sono profili di brand italiani che, a tuo parere, hanno costruito una buona strategia?

Ho riflettuto sull’ipotesi di aprire profili Pinterest per i miei clienti, ma non è ancora il momento per le PMI che seguo. Non penso sia necessario essere presenti in tutti i social network, sono a favore di un’accurata selezione: si scelgono solo i canali effettivamente strategici in funzione del target e del prodotto/servizio in questione.

Se le persone a cui si rivolge l’azienda non sono su un SN è davvero necessario esserci? Mi piace Pinterest, credo ci sia un potenziale anche per i piccoli brand, ma aspetto tempi più maturi per dichiarare che non si tratta di una bolla di sapone.

Un marchio italiano che a mio avviso ha costruito una buona strategia su Pinterest è Coin. Ha saputo “umanizzare” il brand scegliendo una comunicazione non autoreferenziale, questo è il vero valore!

Ringrazio Francesca Valente per gli interessanti spunti. Per qualsiasi approfondimento ecco il suo account twitter @francescafv!

E tu come gestisci il tuo personal branding 2.0?

Paola Sangiovanni

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