Continua in rete il chiacchiericcio intorno a Pinterest: blog e stampa mainstream non fanno altro che parlare del nuovo arrivato. Ed allora, per chiarirci un po’ le idee, ho rivolto qualche domanda a Paolo Ratto, blogger del blogdipaoloratto e social media specialist presso Data for business.
Iniziamo subito con la nostra intervista.
1. Ciao Paolo, puoi dirmi che idea ti sei fatto di Pinterest?
Pinterest mi ha colpito soprattutto per la rapidità con cui si è diffuso ed ha raggiunto i numeri che hanno innescato quel meccanismo di viralità che ha fatto accendere la luce dei riflettori dei media su di lui, fino a trasformarlo in fenomeno mondiale. Mi preme sottolineare che di per se il servizio non rappresenta una novità assoluta ma in qualche modo, si è trovato al posto giusto nel momento giusto per spiccare il volo. In questo senso credo che chi si è occupato della strategia di lancio dell’applicazione vada applaudito.
2. In un post sul tuo blog hai raccontato il modello di business di Pinterest. Sai dirci se questo modello sta funzionando?
Sinceramente non ho dati alla mano che mi dimostrino se il modello di business di Pinterest stia funzionando o meno. Ciò che trovo però sbalorditivo è il fatto stesso che il team del social network si sia posto il problema di monetizzare fin da subito, cosa che rappresenta una bella novità nel variegato ma spesso “inconcludente” mondo delle social start-up. Pensate ad Instagram: il suo unico business model possibile era quello di essere acquisito. C’è riuscito alla grande ma quanti Instagram ci sono al mondo? Giusto pensare fin da subito a monetizzare, ed il fatto che Pinterest sfrutti l’affiliazione “nascosta” piuttosto che l’advertising puro credo sia una bella variazione sul tema.
3. Quale vantaggio può portare Pinterest alle PMI italiane?
Pinterest rappresenta uno spazio gratuito dove poter organizzare il proprio catalogo online sapendo di poter contare su una predisposizione naturale della piattaforma alla viralità. In questo momento esserci, al di là del risultato diretto che si possa ottenere attraverso pin e board, indica una forte apertura aziendale all’innovazione. Per le PMI, soprattutto nei settori in cui l’immagine è forte, e non manca mai che cosa far vedere (due su tutti: food e fashion) credo sia poco lungimirante privarsi della possibilità di sbarcare su Pinterest e provare almeno a capirne le potenzialità. Inoltre trovo che per gli ecommerce, la piattaforma costituisca un nuovo palcoscenico per proporre prodotti.
4. Che consigli daresti a chi ha intenzione di utilizzare Pinterest per il proprio business?
Primo consiglio, che do sempre a chiunque voglia cimentarsi con qualsiasi tipo di social network per il proprio business, è quello di aumentare la consapevolezza entrando nei meccanismi della piattaforma, a poco a poco, e cominciandola ad utilizzare da utente “privato”. Credo che sia importante che la gestione di contenuto strategico online, soprattutto se gestito “internamente”, sia preceduta da una fase di contatto diretto e presa di coscienza nei confronti dell’utilizzo della piattaforma e della sua netiquette. Per Pinterest, in particolare, consiglio di “segnare” le proprie foto (marchio visibile) per evitare (o almeno scoraggiare) l’appropriazione indebita di immagini (spesso anche inconsapevole). In questo modo se l’immagine si diffonderà, probabilmente manterrà intatta la sua provenienza originale. Credo inoltre sia necessario (soprattutto per chi cerca di generare traffico) puntare le immagini ai link più idonei, ed in caso di ecommerce avvicinare il cliente il più possibile al carrello d’acquisto. Per il resto sono dell’idea che questo strumento possa essere utilizzato per sbizzarrirsi a livello creativo e dare spazio all’immaginazione.
5. C’è qualche brand italiano su Pinterest che ha particolarmente attirato la tua attenzione?
In Italia, per il momento ho notato una buona adesione da parte dei “soliti” brand più sociali. Soprattutto nei settori abbigliamento (Sisley, Playlife, Benetton, Coin) e telefonia (3, TIM, Vodafone) qualche cosa si sta vedendo. C’è tuttavia da sottolineare la mancanza di iniziative specifiche, che raramente vanno oltre la riproposizione del proprio catalogo. Diciamo che qualcosa si muove anche se siamo lontani da contest o da iniziative creative proposte all’estero (su tutti Peugeot) che hanno fatto schizzare le quotazioni di Pinterest anche come canale promozionale.
Ti consiglio di seguire il suo blog, ricco di spunti interessanti
Grazie Paolo.
Se sei interessato, puoi leggere l’ intervista a Riccardo Esposito di My Social Web o quella a Francesca Valente di FV Lab.
Domenico Armatore

aprile 24th, 2012 → 15:16
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maggio 1st, 2012 → 15:39
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