Gennaro Varriale è un programmatore napoletano che a marzo decide di lavorare ad un’idea: creare una webapp che faciliti la visualizzazione delle foto di Instagram utilizzando la soluzione grafica di Pinterest. Il risultato è Pingram ed ha un successo mondiale a tal punto che, come ho raccontato in un post precedente, poco dopo l’idea viene copiata nella Silicon Valley: nasce Pinstagram!
Visto l’evidente furto con destrezza, la rete si è subito attivata per difendere la paternità dell’idea di Gennaro dedicandogli su Twitter un hashtag #supportpingram.
Anche noi di Pinterestitaly supportiamo Pingram e abbiamo deciso di intervistare il suo creatore, Gennaro Varriale.
1) Raccontaci com’è nata l’idea di Pingram.
Caricando su Pinterest delle mie foto di Instagram pensavo sarebbe stato interessante applicare alle foto il design di Pinterest. Instagram non ha un browser ufficiale e, tra quelli presenti (followgram, statigram, ecc..), non vi era nessuno con queste caratteristiche.
Inoltre, trovavo l’idea del mashup tra le due piattaforme molto valida anche per un altro punto: permettere agli utenti di Pinterest di pinnare le foto di Instagram non violando la privacy degli utenti. Infatti, su Pingram si possono pinnare le foto solo dei pingrammers (utenti della piattaforma che acconsentono alla condivisione)
2) Secondo te in cosa è innovativa la soluzione grafica di Pinterest: la visualizzazione delle immagini attraverso la griglia?
La cosa che mi affascina di più sono lo scrolling infinito e la disposizione compatta delle foto nonostante abbiano un’altezza differente (compresi i commenti): applicarlo anche alle foto di Instagram era perfetto, ed avrei realizzato un browser diverso dai tanti presenti.
3) A due mesi dal lancio di Pingram è uscita una web app realizzata da due programmatori della Silicon Valley praticamente identica alla tua anche nel nome: Pinstagram. Ci vuoi raccontare come è andata e cosa pensi di fare adesso?
Una settimana fa Wired.com riporta che due programmatori americani hanno avuto un’idea geniale ed originale : “Take two of the hottest, fastest-growing websites in the world and mash them together.” Non mi ha fatto piacere e, continuando a leggere, trovo : “The idea really took hold of me” racconta il fondatore.
A questo punto mi sono chiesto : era davvero possibile che una persona a due mesi di distanza da Pingram, avesse avuto la mia stessa idea, nonostante ne avessero parlato testate importanti come Mashable,TheNextWeb, ecc ..ecc..? Ho controllato tra gli utenti di Pingram ed ho notato che c’era proprio il fondatore!
La cosa simpatica è che il nome ‘Pinstagram’ mi era stato suggerito in un commento nell’articolo di TheNextWeb.
Quindi io qui di originale e geniale non trovo nulla!
4) Dopo l’esperienza che hai avuto, ritieni che il copyright sia ancora un tipo di tutela necessaria per proteggere le proprie idee in rete?
Ho sempre pensato che, oltre all’idea, è fondamentale la sua realizzazione: la tutela è importante, ma lo è anche migliorare un’idea, specialmente se valida. Sarebbe corretto però riportare le fonti e non appropriarsi delle idee altrui
5) Dopo il successo di Pingram, hai ricevuto una proposta di colloquio a Palo Alto in una start-up. In un momento di crisi in cui molti abbandonano Napoli e l’Italia, come mai hai deciso di restare?
Credo nel mio lavoro che svolgo con passione e, nonostante è evidente che qui ci siano degli ostacoli, credo che alla fine sarà più bello assaporare le piccole vittorie che arriveranno
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Ringraziamo Gennaro Varriale e #supportpingram !
Paola Sangiovanni
maggio 19th, 2012 → 12:08
[...] di Pingram è una storia che ci ha subito colpiti, per questo abbiamo deciso di fare un’intervista a Gennaro Varriale, il papà di questa idea. Ma non siamo i soli ad aver preso a cuore questa storia: su Twitter è [...]