Quali sono le immagini più popolari su Pinterest? Quali ricevono più like, repin e commenti? C’è un modo per rendere i propri contenuti virali? Per rispondere a queste domande, ho effettuato una piccola ricerca che non ha nessuna pretesa di oggettività, ma che può essere utile nel capire quali sono i contenuti più diffusi sulla piattaforma e magari trarne qualche spunto per la propria attività sia a livello personale che di business.
Il mio studio è stato fatto domenica 20 maggio (ci tengo a precisarlo perché la settimana prossima la stessa ricerca potrebbe portare a risultati completamente diversi) e si basa su un campione di 100 immagini, tutte catalogate nella sezione “popular” di Pinterest. Sono immagini che hanno un numero elevato di like, di repin e di commenti. In particolare, ho selezionato soltanto quelle che superassero i 1000 repin, cercando di capire la tipologia di contenuti.
Sono gattini, pargoletti o strafighe? O forse sono immagini legate a delle emozioni particolari, come la gioia, l’amicizia, l’amore? E le foto dei prodotti ci sono tra quelle più popolari? Se si, a quale categoria appartengono?
In questo post riporterò soltanto i risultati finali della ricerca, non potendo inserire tutte le immagini. Ma sul mio profilo Pinterest ho creato una board, My Pinterest research #1, nella quale ho catalogato tutte le foto che ho usato per lo studio.
Quasi il 60% delle immagini che ho analizzato sono legate al mondo femminile, mentre l’altro 40%, seppur pinnato da donne, è attribuibile anche all’universo maschile.
Basta navigare nella mia board per sentirsi immersi in una dimensione che normalmente non si addice ad un uomo: acconciature, manicure, tanti abiti femminili, qualche bel ragazzotto.
Per andare più nel dettaglio ho suddiviso le 100 foto nelle seguenti categorie:
- Case/Arredo: 15%
- Mondo femminile (unghie,acconciature) : 15%
- Citazioni/Frasi: 18%
- Abiti/Scarpe: 12%
- Animali/Cani/Gatti: 3%
- Marmocchi
: 6%
- Paesaggi: 6%
- Cibo/Bevande: 22%
- Altro: 3%
Un dato salta subito all’occhio: i tanto virali gattini e marmocchi su Pinterest non sembrano avere così tanto successo. Sono i contenuti legati ad un desiderio quelli più condivisi: gli utenti vorrebbero possedere quella determinata casa o quel complemento d’arredo, mangerebbero volentieri quel dolce o si godrebbero quell’aperitivo in compagnia della dolce metà.
Anche gli abiti o le scarpe sembrano rimandare ad un prossimo acquisto o al desiderio di possederli. Come dire: “questi shorts, queste scarpe mi piacciono, forse a breve li comprerò o almeno vorrei comprarli”.
Per quanto riguarda le frasi o citazioni si tratta di contenuti che ruotano intorno ai sentimenti dell’amicizia, della speranza, dell’amore o sono un inno alla vita, ai sogni.
Passiamo ora ad un altro aspetto importante: queste immagini reindirizzano verso qualche sito? Ebbene, alla maggior parte di esse è “appiccicato” un link con una landing page ben precisa. Clicchi sull’immagine delle scarpe, sei subito indirizzato allo store; clicchi su una foto di una casa, ti ritrovi subito a navigare tra il portfolio di un designer; se clicchi sull’immagine del pargolo, ti ritrovi in un sito di curiosità
Conclusioni
Condividi emozioni, non solo prodotti. Se vuoi che le tue immagini facciano il giro di Pinterest, punta sul lato emozionale dei prodotti. Pinterest è nato come luogo di condivisione di desideri e interessi, non come piattaforma per l’e-commerce (anche se a breve potrebbe diventarlo). Esprimi i valori della tua azienda attraverso le immagini e incoraggia gli utenti nella condivisione dei tuoi contenuti.
Quello che mi ha sorpreso di questa ricerca è il fatto che tra i pin più popolari non ci siano quelli in cui è inserito il prezzo. Dedicherò il mio prossimo studio alla viralità dei contenuti con esplicito intento commerciale. Stay tuned!
Domenico Armatore

Pasquale Alfano (@ibisredibis)
maggio 23, 2012
Domenico,
poco prima che pubblicassi questo post, riflettevo sullo stesso argomento.
Comprendo, come tu stesso hai precisato, che il tuo studio non ha pretese statistiche di alcun genere, ma io lo trovo invece molto interessante dal punto di vista semantico.
Non voglio sbilanciarmi in giudizi sul valore (in quanto mezzo, strumento sociale) di Pinterest ma sono convinto che sia un ottimo mezzo per la condivisione di “emozioni”.
Quello che trovo molto, molto difficile, è che siano i produttori (aziende, artigiani) a riuscire a condividere emozioni.
Il pubblico invece, inteso come l’insieme di persone che utilzza sia Pinterest, sia un qualunque prodotto, di qualunque marca, è l’elemento catalizzatore del “prodotto”.
Una nota bevanda gasata (non faccio nomi!), di per se’ non produce emozioni (a meno di non voler definire tali fenomeni come aerofagismo e meteorismo), ma le veicola e ne diventa parte percentuale se contestualizzata nelle foto di compleanno di un individuo “reale” (quindi non un asettico, ancorché famoso testimonial pubblicitario).
Insomma, su Pinterest, a mio avviso, l’emozione si costruisce dal basso, a partire dal consumatore
o da colui/colei che manifesta la propensione a consumare un determinato prodotto, o perché ne ha fiducia,
o perché quel prodotto ben si inquadra nel suo stile di vita.
Alla luce di quanto evidenziato dal tuo studio e in base a quanto ho esposto, mi sento di dire (e parlo ovviamente alle aziende, di qualunque tipo e dimensione), che se è ancora vero che “la pubblicità è l’anima del commercio”, occorre assolutamente un’inversione di tendenza -o almeno, un equilibrato mix di modalità di somministrazione- nel proporsi al pubblico.
Comprendo i timori delle aziende che pensano a consumatori critici, quando non ostili, ma la verità, è che non si può pensare di piacere a tutti e che la socialità, nella sua più ampia accezione ed amplificata dalla rete, non potrà mai essere battuta su questo terreno.
Il fatto che nella tua indagine tu non ti sia imbattuto in nessuna immagine in cui fosse taggato in qualche modo anche il prezzo, non so dirti se sia dovuto solo all’esiguità del campione che hai potuto prendere in considerazione, ma a mio parere, ha anch’esso un valore semantico.
Forse sono un visionario io, ma a parte una sgrossatura di massima (non posso pensare di vendere diamanti in un paese in cui regni sovrana la miseria), ho idea che quel che accade su Pinterest, potrà condurre, ad un “auto-targeting”, risparmiando a tutti, aziende e consumatori, le miserie degli attuali meccanismi di profilazione.
Ciao / Pasquale
Pinterestitaly
maggio 23, 2012
Ciao Pasquale, grazie per il commento, davvero ricco di spunti interessanti.
Quando parlo di condivisione di emozioni mi riferisco alla necessità,per alcune aziende, di intercettare quei mondi che ruotano intorno ai propri prodotti. Riprendendo il tuo esempio, anche una bevanda gasata può esprimere qualcosa che va al di là del proprio prodotto. Penso alla Coca-cola: a chi non ricorda un momento felice della propria adolescenza quando si trascorrevano intere giornate a giocare con i propri amici?
Concordo con te sul fatto che non tutte le aziende condividono emozioni, ma con un po’ di creatività si riesce sempre a trovare una soluzione
Anche per quanto riguarda la profilazione, sono d’accordo con te. Diciamo che forse sono un visionario anch’io. Grazie.
Occhiondolo
maggio 23, 2012
Certo, emozioni…ma non necessariamente “emozioni forti”, se consideriamo le decine di foto con pancakes colorati artificialmente che imperversano negli “album”…per non parlare delle file infinite di scarpette ricoperte di borchie o degli ormai classici panorami tropicali, spesso messi lì “per bellezza”, senza essere davvero associati ad un vissuto dell’utente
Pinterestitaly
maggio 23, 2012
@occhiondolo Grazie per il commento.
Erika De Bortoli
maggio 30, 2012
Un post molto interessante che ci racconta qualcosa dei bisogni interiori dei più, anche in relazione al periodo che stiamo vivendo… e che fornisce informazioni utili su come utilizzare al meglio questo tool. I miei complimenti sinceri a Pinterestitaly. Vi vedo come dei pionieri che di fronte alle prime perplessità, o a un senso di smarrimento, destati dalla novità di questo strumento, hanno avuto il coraggio di perseverare, approfondire e sperimentare sviscerandone a vantaggio di tutti noi le potenzialità. Sono convinta ne raccoglierete i frutti.
Pinterestitaly
maggio 30, 2012
Grazie mille Erika. E’ un complimento bellissimo e questo ci spinge a fare sempre meglio. Sapere che i nostri contenuti sono utili e rilevanti per i nostri lettori ci riempie di gioia. Continueremo a sperimentare, sperando che arrivi il tempo di raccogliere qualche frutto
Grazie ancora!