Qualcosa sta cambiando nell’universo di Pinterest: dopo tanti ragionamenti relativi alla possibilità di allargare la piattaforma all’area e-commerce (così come è strutturato Fancy) ha preso vita il progetto di Shopinterest, ideato dagli stessi creatori di Pintics, un tool di analytics per il social network.
Del resto, dati i consensi che sempre di più sta ricevendo il Visual Shopping, il commercio on line potrebbe essere una naturale via di sviluppo per Pinterest.
Il concetto sul quale si basa quella che potremmo definire un’estensione di Pinterest, ideata dalla società che porta il nome del loro primo prodotto, Pintics, è abbastanza semplice: quello di dare la possibilità a tutti gli utenti di trasformare le proprie board in uno store on line.
Come ha spiegato a Techcrunch Francisco Guerrero, CEO di Pintics, i due prodotti, Pintics e Shopinterest, sono stati progettati per audience differenti: se Pintics è un servizio studiato per supportare le piattaforme di e-commerce classiche che hanno deciso di utilizzare Pinterest per incrementare le proprie entrate, Shopinterest nasce per aiutare gli user “comuni” a vivere l’esperienza dello store elettronico, magari riuscendo a guadagnare qualcosa dalle loro creazioni.
Sono molto popolari su Pinterest, infatti, i pin relativi al DIY e ai lavori realizzati direttamente dagli utenti. I generi spaziano dalla sartoria alla falegnameria, passando per la cucina: grazie a Shopinterest, il vecchio mercatino di quartiere si ritrova traslato in una realtà on line.
Shopinterest non è ancora accessibile a tutti: attualmente è partita una fase che permette la registrazione per la richiesta di un invito a questo indirizzo.
Grazie a Techcrunch, abbiamo avuto la possibilità di visualizzare in anteprima il funzionamento e la struttura di Shopinterest.
La pagina introduttiva di Shopinterest ci promette la realizzazione di uno store on line in soli due minuti: il meccanismo, infatti, sembra abbastanza semplice. Per prima cosa è richiesta la selezione delle board tematiche che si vogliono trasformare in store on line.
C’è la possibilità di aggiungere delle descrizioni approfondite sui singoli pezzi messi in vendita, il loro prezzo e le modalità di pagamento. Una volta settate queste impostazioni è Shopinterest a fare tutto il resto: la pagina contenente i pezzi in vendita è generata in automatico. L’utente che decide di procedere con l’acquisto deve solo aggiungere i prodotti nel proprio carrello e inserire il proprio pin.
Non ci credi?
Guarda questo video promozionale realizzato dai suoi ideatori: ti stupirai della velocità e della semplicità di questo meccanismo!
Il progetto, nato dall’idea dei due co-founder di Pintics, Francisco Guerrero e Liang Huang, più il supporto dei designers Tom Hodgins, Yisha Peng e Jianqing Sun, non è il primo tentativo di monetizzare attraverso i contenuti pinnati sul social network: gli ideatori dello stesso Pinterest, già a Febbraio, avevano avviato con il supporto SkimLink’s un tentativo di piattaforma per il commercio on line, che avrebbe fruttato tra il 10.000 e 20.000 dollari all’anno. Il progetto, però, è stato accantonato.
Pinterest non può sviluppare un progetto come Shopinterest perchè non ha ancora sviluppato un’interfaccia API, anche se la questione, a quanto pare, è in via di soluzione.
Gli ideatori di Shopinterest hanno creativamente aggirato questo problema ma, come tanti altri, sono in attesa del lancio da parte di Pinterest di una piattaforma API definitiva, in modo tale da poter sfruttare al massimo le potenzialità di questa loro interessante start up.
E a te interesserebbe la possibilità di vendere i tuoi prodotti grazie a un’estensione per Pinterest come Shopinterest? Facci sapere cosa ne pensi!
NOTA: la fonte per il post e per le immagini è Techcrunch.com
Azzurra Tacente

alessandra catania
giugno 27, 2012
Ciao Azzurra, mi sembra un’evoluzione naturale però mi chiedo quale sarebbe la differenza tra questo shop e quello che magari i piccoli produttori hanno già e poi come si svolgerebbero le transazioni? Non sarebbe meglio lasciare che Pinterest sia una vetrina splendidamente fatta per chi vuole dare visibilità al proprio marchio? Seconda cosa, Pinterest in realtà non ospita solo chi ha dei prodotti che vuole vendere, ma anche chi racconta una situazione, un’evento, un’emezione grazie alle immagini che realizza o che ripinna da altri luoghi virtuali, che ne sarebbe di questa cosa? Intanto però grazie per questo blog che non conoscevo, comincerò a seguirvi!
Pinterestitaly
giugno 27, 2012
Ciao Alessandra, le mie perplessità sono le stesse: come ho scritto nel mio post su Fancy, dando un “prezzo” ai sogni si perde quella dimensione ispirazionale che tanto apprezziamo su Pinterest. Shopinterest è però interessante perchè non prevede una visualizzazione del prezzo direttamente su Pinterest: si possono collegare i pin degli oggetti che si vogliono mettere in vendita su una pagina a parte creata ad hoc da Pintics. In questo modo la realtà ispirazionale e quella commerciale non vanno a scontrarsi: mi sembra un buon compromesso! Secondo i fondatori di Pintics, la differenza fondamentale con gli altri store on line risiede principalmente nel dare la possibilità a tutti coloro che vogliono mettere in vendita delle loro produzioni o prodotti in modo indipendente e semplificato, abbattendo i costi di costruzione di una piattaforma di e commerce: si tratta, da quello che ho capito, di trasferire on line il concetto del “mercatino di quartiere”… rendendolo però globale! I metodi di transizione, da quello che mi è stato possibile visualizzare dagli screenshot dell’anteprima offerta da Techcrunch, dovrebbero avvenire via PayPal.
Come ho già detto, separare i due momenti (ispirazionale e commerciale) è secondo me la soluzione migliore, che permetterà a Pinterest di mantenere lo scopo per cui è nato.
Continua a seguirci allora: ti terremo aggiornata sulle prossime evoluzioni!
Azzurra