Claudio Gagliardini si occupa di web sotto vari aspetti: la sua professionalità spazia dalle tecniche di SEO e SEM alla tecnologia web, con un occhio sempre attento alle strategie di comunicazione. Pinterest, naturalmente, non è sfuggito dal suo “radar”: pochi giorni fa Claudio ha pubblicato una lista aggiornata di tutti i brand italiani presenti sul social network (che potete consultare qui).
La lista è abbastanza variegata. Secondo l’ultima ricerca condotta da Franz Russo, Pinterest in Italia conta 380mila visitatoti unici al mese (76% uomini e il 24% donne): i numeri sono leggermente aumentati rispetto alla nostra ricerca di marzo, gli interessi principali degli utenti italiani restano sempre legati al mondo della tecnologia, linguaggi informatici e grafica mentre i temi più cari ai pinners del resto del mondo (fashion e food) restano in secondo piano.
La lista stilata da Claudio rispecchia queste aspettative: è numerosa la presenza di profili realizzati da studi grafici e agenzie web o di marketing come Zoomart o Sei Gradi: Pinterest è sicuramente il posto ideale per mostrare il proprio portfolio. Ma può essere anche uno strumento per curare il personal branding? «Assolutamente sì – conferma Claudio- Comunicare attraverso le immagini è senza dubbio il modo migliore per attirare l’attenzione degli utenti e per dire cose che per iscritto sarebbe difficile o scomodo. Senza tener conto che Pinterest ti consente di fare content curation, sfruttando contenuti prodotti da terzi ed inserendoli nella tua strategia. Meglio di così…»
Scrollando i profili raggruppati da Claudio, emerge che l’autoreferenzialità rappresenta ancora una caratteristica che regna sui board dei brand italiani: tolto il caso estremo di Audi (unico profilo in cui mancano le immagini di prodotto) le immagini relative ai prodotti sono sempre molto presenti, spesso in quasi tutti i board « La lista non è eloquente su come gli italiani usino Pinterest – ci dice Claudio- In linea di massima le aziende lo stanno usando abbastanza bene, anche se tendono troppo a dar spazio esclusivamente ai propri prodotti. L’autoreferenzialità non è mai una buona strategia, sui social, ma va pur detto che c’è parecchia confusione sulla questione copyright e quindi molte aziende potrebbero essere prudenti per questo.»
A questo punto, non resta che chiedere all’occhio critico e esperto di Claudio qual è, a suo avviso, il profilo che funziona meglio sia a livello di costruzione che di comunicazione: « Oltre a Benetton ed Einaudi Editori, molto originali nel creare bacheche legate ai singoli libri e alle uscite settimanali, mi ha colpito il recentissimo sbarco su Pinterest di Telecom Italia, che mi sembra aver ben compreso il senso di questo social e le sue dinamiche, benché siano attivi da troppo poco tempo per dare un giudizio completo. In generale mi piacciono tutte quelle aziende che hanno compreso come i social si prestino al dialogo, più che al monologo autoreferenziale, e che sanno “sfruttare” i trend e l’attualità per mostrare il proprio stile e per posizionare il brand rispetto alle emozioni e ai sentimenti degli utenti, ovviamente senza spammare né tanto meno speculare su eventi drammatici o sui sentimenti della gente.»
Non posso che essere d’accordo con Claudio, che ringrazio per la disponibilità e la velocità con cui ha risposto alle mie domande. Lo invito a ritrovarci tra qualche mese per osservare insieme lo stato dei brand italiani su Pinterest
Azzurra Tacente


Stefano Spairani
luglio 4, 2012
Ciao, mi chiamo Stefano Spairani.
Mi occupo da molti anni di comunicazione aziendale e sono partner e copywriter dello Studio FARE.
Mi permetto di intervenire sull’argomento e di raccontare la nostra attuale modalità di utilizzo di Pinterest, su cui siamo approdati da poco tempo. Se guardate la pagina del mio Studio (http://www.pinterest.com/studiofare) noterete che vi è una sola board con il portfolio, alcune board su servizi o brand collegati a FARE e invece molte board/foto che abbiamo creato a sostegno delle attività di marketing dei clienti.
Ogni immagine inserita ha un preciso scopo comunicazionale, viene realizzata ad hoc, motivata o
commentata e vuole portare linfa al prodotto del cliente. Ogni board ha un indirizzo di riferimento pensato esplicitamente in funzione del prodotto stesso. Ad ogni cliente viene poi comunicato il link per favorire l’utilizzo a supporto della strategia di comunicazione che si svilupperà su vari media.
Non escludo – in un futuro più o meno prossimo – di postare sulla bacheca di Pinterest anche board di altro tipo e mi piace seguire con attenzione le scelte di altri.
Cosa ne pensate?
Ciao e grazie
Stefano
s.spairani@fare.it
Pinterestitaly
luglio 4, 2012
Ciao Stefano! Mi sembra davvero un buon punto di partenza. Mi sento di dire, d’accordo con Claudio, che Pinterest è uno strumento ottimale per le attività di agenzia: presenta i vari portfolio in modo veloce e d’impatto. Ciò non toglie che altri board possano rappresentare il “carattere” e il modo di fare dell’agenzia: aspettiamo prossimamente dal vostro profilo qualcosa che racconti del vostro mondo e della vostra “filosofia” lavorativa…
A presto!
Zoomart Design
novembre 29, 2012
Siamo felici di riuscire a comunicare positivamente attraverso le immagini, e orgoglisi di essere stati menzionati da un esperto del settore web come Claudio Gagliardini
Le immagini rappresentano la parte fondamentale del nostro magazine (http://www.zoomart.net/magazine/), intorno alle quali cerchiamo di proporre idee innovative e accattivanti in vari settori e di veicolarle a nuovi visitatori attraverso i social networks, in particolare Facebook e Pinterest.