Per chi non c’era: riflessioni sul Pinspeech [Slide]

Pubblicato il ottobre 14, 2012 di

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pensare

Una settimana fa si è concluso il primo evento di Pinterestitaly con un incontro dedicato interamente a Pinterest. Con questo post vogliamo ringraziamo le tante persone che hanno rinunciato ad una riposante domenica pomeriggio per partecipare all’evento e i relatori che hanno impegnato il loro tempo e condiviso la loro esperienza su Pinterest. Per tutti coloro che non hanno potuto partecipare ecco un breve riassunto della serata e gli spunti di riflessione che sono emersi.

1. Pierluigi Casolari: che cos’è Pinterest e quali problemi risolve?

Pinterest, ci spiega Pierluigi, nasce da un fallimento. Nel 2009 Ben Silbermann, Paul Sciarra e Vikram Bhaskaran avevano ricevuto un finanziamento per sviluppare Tote, un’app che metteva in contatto retailers nel settore fashion e consumatori. Tote permetteva di salvare oggetti, mettere alerts nel caso di saldi e indicare il negozio più vicino dove acquistarlo.

A causa del sistema di pagamento non ancora abbastanza sofisticato, gli utenti non acquistavano abbastanza: insomma, l’app non diede i risultati sperati. Ma Silbermann non si arrese: notò infatti che gli utenti conservavano moltissime immagini e le condividevano con gli amici. Da qui è nata l’idea di Pinterest: offrire ai consumatori uno spazio per le loro collezioni.

Un’esigenza che, evidentemente, non era stata ancora soddisfatta al meglio: e ciò spiega i 20 milioni di utenti in meno di un anno! La facilità con la quale è possibile catalogare i contenuti trovati in rete (la cosiddetta Content Curation) e condividerli attraverso il repin; lo stream unico e aggiornato continuamente; la rilevanza delle immagini rispetto alle parole: questi sono probabilmente i segreti del successo di Pinterest!

2. Marco Govoni: Pinterest per la tua start up

Marco, founder di adoroletuefoto.it e Bachecapolitica, ha esposto i vantaggi rilevati dall’utilizzo di Pinterest sia per aumentare il traffico per la propria piattaforma di contest fotografici sia per il layout che ha ispirato Bachecapolitica. Nel primo caso, Marco ha notato che gli utenti provenienti da Pinterest dimostrano un interesse nei confronti della sua piattaforma più alto rispetto alla media degli utenti che visita il sito: la media di pagine per visita è ben più alta rispetto alla media del sito (19.68 contro 12.61), la frequenza di rimbalzo più bassa e il tempo medio è di circa 9.45 minuti. L’intuitività del layout, la possibilità di creare uno stream unico di informazioni e la capacità di condensare nel pin tutte le informazioni più importanti, hanno portato Marco a optare per una grafica simile a quella di Pinterest per il nuovo spazio di discussione di attualità Bachecapolitica.

3. Massimo Carraro: Pinterest per l’internazionalizzazione delle aziende

Sei un’azienda italiana attiva sui social network e vuoi aprirti al mercato estero? Bene, puoi decidere di pubblicare i tuoi contenuti in italiano e in inglese oppure decidere di provare ad utilizzare un linguaggio universale: quello delle immagini. Pinterest, come ha spiegato Massimo Carraro,  può avere un importante ruolo per l’internazionalizzazione delle aziende e proprio per questo motivo è stato inserito come canale all’interno della strategia di comunicazione digitale di Berto Salotti. Una case history da non perdere!

4. Futura Pagano: vantaggi e svantaggi nell’uso di Pinterest

Con Futura abbiamo riflettuto sul successo della board #FFSocial per costruire informazione tramite Pinterest. Tanti followers, tanti contributors, ma anche una serie di problematiche: non è possibile moderare i pin, non ci sono ancora strumenti professionali per il monitoraggio delle board e gli utenti attivi sono ancora pochi rispetto al numero di iscritti. Pinterest resta quindi uno strumento ancora “in prova”!

5. Andrea Albanese: Social Media Effectiveness Use Assessment

Andrea Albanese ha condiviso con noi i risultati parziali della ricerca sull’utilizzo dei social media da parte delle aziende italiane evidenziando i dati relativi a Pinterest e a Facebook. Sicuramente il confronto è tra un gigante e una formica, anche se è molto interessante scoprire che su 682 aziende che hanno risposto all’indagine, 361 conoscono Pinterest, di queste il 47% ne fanno un uso aziendale investendo circa il 7% del budget, mentre l’84% delle persone che hanno risposto ne fanno un utilizzo di tipo personale.

Aspettiamo le tue richieste per il prossimo incontro: quali temi vorresti che venissero trattati?

Paola Sangiovanni

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Pubblicato in: Pinterest, start up