Arriva il pay-per-pin: Pinbooster determinerà il modello di business di Pinterest?

Pubblicato il ottobre 30, 2012 di

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pinbooster

È appena trascorsa una settimana molto importante per Pinterest, in cui ha superato i 25.3 milioni di visitatori unici, entrando nella classifica dei 50 siti più visitati al mondo. Molte sono le supposizioni sul modello di business della piattaforma.

Qualcosa sembrerebbe muoversi verso questa direzione: si tratta di una start-up nuova di zecca, chiamata Pinbooster, che si propone come piattaforma pay-per-pin.

Il modello di business, spiega un articolo di Tech Crunch, è molto simile alla logica dei servizi di pay-per-tweet. Deve Weinberg, co-founder della società, ha dichiarato di aver aderito egli stesso in passato a servizi di pay-per-tweet: l’idea di realizzare Pinbooster è è nata subito dopo le sue prima navigazioni in Pinterest, conosciuto grazie alla moglie.

La schermata iniziale di Pinbooster

“Una delle cose che ero solito utilizzare su Twitter – spiega Weiberg a Tech Crunch- erano gli Sponsorized Tweet, grazie ai quali i brand pagavano gli utenti che diffondevano i loro contenuti per farsi pubblicità. L’ho usato per anni, lo trovo davvero efficace, e ho anche realizzato dei piccoli guadagni da questo strumento. Quando mi sono reso conto che niente di simile era presente su Pinterest ho subito sfruttato l’occasione.”

Nel periodo in cui era in beta, a Maggio di quest’anno, Pinbooster ha registrato circa 1000 users interessati a repinnare contenuti pubblicitari prodotti da brand e più 1300 utenti inseriti in lista di attesa per poter usare la piattaforma.

Come funziona in concreto Pinbooster?

Il servizio – spiega Tech Crunch- lavora direttamente con gli inserzionisti, brand e agenzie, offrendo loro gli strumenti per segmentare i pinners a pagamento in base a criteri che si focalizzano su numero di followers, location, tag utilizzati dagli stessi pinners nei pin (frequenza nell’utilizzo del tag e tipologia degli stessi), localizzazione e prezzo che il pinner chiede per diffondere il contenuto pubblicitario del brand. Una volta concordato il prezzo, si crea il contenuto, sempre accopagnato da una precisa URL di destinazione. È obbligatorio l’utilizzo dell’hashtag #ad.

Diventare un serial pinner a pagamento è davvero molto semplice: serve essere iscritti a Pinterest e collegare il proprio account a Pinbooster, la piattaforma stessa suggerirà agli inserzionisti gli utenti in linea con il proprio brand da poter contattare, questi, di contro, possono contrattare direttamente con gli inserzionisti il prezzo dei loro servigi.

Attualmente, i brand che si sono rivolti al servizio fanno parte dei settori merceologici relativi al beauty, casalinghi e servizi finanziari. I top pinner, arrivano a guadagnare anche 1000$ a repin: è da sottolineare che il reward base si aggira attorno al dollaro per repin, e che Pinbooster sta, per il momento, attirando perlopiù curiosi e tester.

Ora c’è da chiedersi se Pinbooster è l’elemento determinante che andrà a delineare la strategia di business di Pinterest: è un servizio che minaccia lo spirito ispirazionale su cui si basa la piattaforma, oppure no? Personalmente spero che ci siano elementi ben più consistenti che vadano a determinare un modello di business ben più strutturato, al di là dello sterile pay-per-pin.

Tu cosa ne pensi? Ti faresti pagare per diffondere pin o pagheresti per avere un servizio simile? 

Azzurra Tacente

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