Pinterest: ecco in 3 punti cosa bolle in pentola

Pubblicato il marzo 14, 2013 di

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Sono un po’ di giorni che mi chiedo cosa succede in casa Pinterest. Lentamente sembra che il team guidato da Silbermann e Sharp stia prendendo una direzione: supportare le aziende e valorizzare le attività degli utenti. Forse mi devo ricredere sul fatto che una start-up che vale 2,5 miliardi di dollari non abbia una strategia ben precisa e riconoscere che sa, al contrario, ben dosare sia i tempi che i modi per rilasciare tutte le novità.

Ecco cosa penso dei 3 passi che ha compiuto in questo ultimo periodo.

1. Nuovo layout

Noi utenti ci lamentiamo sempre dei cambiamenti: ogni volta che Facebook ne introduce c’è sempre una levata di scudi! D’altro canto, una piattaforma che resta sempre uguale a se stessa rischia di diventare vecchia e replicabile in poco tempo. Introdurre un nuovo layout (senza proporre cambiamenti irreversibili) è anche un buon gancio per comunicare la piattaforma: tutti ne parlano, gli utenti danno feedback, le aziende si incuriosiscono. Un modo per essere sempre sulla cresta dell’onda.

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2. Analytics

Le aziende e le agenzie di comunicazione se ne lamentavano da tempo: come facciamo ad investire su una piattaforma che non permette di valutare e fissare dei KPI? Certo, come nota Franz Russo nel suo ottimo post sugli analytics di Pinterest, esistevano già dei tool per misurare alcune metriche, ma la maggior parte erano imprecisi o a pagamento.

Pinterest ha quindi fatto un’ottima mossa fornendo un servizio al quale accedere direttamente dal profilo e non lasciare il compito all’ennesimo tool che l’azienda deve trovare, sperimentare e, nel caso, addirittura pagare. Certo, per ora il servizio è ancora in beta e va perfezionato, però indica una direzione ben precisa. Sulle API, penso che Pinterest se le terrà ben strette (vista anche la recente acquisizione di Punchfork) e non commetterà “l’errore” di Twitter di renderle prima pubbliche e poi ritirarle.

3. Share your story: potere ai pinlover

Questa è un’iniziativa che è passata in sordina. Ieri Pinterest ha pubblicato un post su Facebook chiedendo agli utenti di condividere le loro Pinterest story: è possibile compilare un form da inviare al quartier generale dove raccontare le tue ispirazioni o il tuo progetto sulla piattaforma. Quando parlammo con Enid, la community manager di Pinterest, sottolineammo una carenza che secondo noi Pinterest ha a livello di comunicazione.

Le aziende non sanno perché dovrebbero usare Pinterest e quali sono i casi di successo; molti utenti appena vedono lo splendido stream restano incantati, ma non capiscono a cosa serva. Insomma la “big question” si risolve nel nostro post più letto di sempre: «A cosa serve Pinterest?».

Penso che chiedere agli utenti come e perché usano Pinterest abbia proprio lo scopo di supportare la comunicazione della piattaforma che, sino ad ora, è andata avanti tramite il passaparola, ma che oggi più che mai deve essere sostenuta. Secondo me a breve ci sarà una ristrutturazione sul sito della sezione case histories ;)

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Per me il prossimo passo saranno i promoted pin.

Aspetto i tuoi commenti a questo lunghissimo post!

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