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Pinterest e SEO: intervista a Luca Bove

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Luca Bove

Luca Bove

Più andiamo avanti con il nostro ciclo di interviste su Pinterest e SEO, più scopriamo dei dettagli molto interessanti suggeriti da esperti del settore. Per chi se li fosse persi, nelle scorse settimane abbiamo già chiesto un parere a Francesco Margherita di SEOGarden, Valerio Notarfrancesco di Pennamonata e Dario Ciracì di Webinfermento. Nomi di tutto rispetto del panorama SEO italiano. Oggi è il turno di Luca Bove, Web Marketer specializzato in SEO dal 2000 e attualmente “posizionato” in IM Evolution.

Anche a Luca abbiamo posto le stesse domande rivolte agli altri esperti. Lo ricordiamo: l’obiettivo di queste interviste è quello di comprendere al meglio che relazione intercorre tra Pinterest e SEO e aiutarti così a gestire al meglio il tuo profilo. Partiamo subito!

1. Che idea ti sei fatto di Pinterest in ottica SEO?

Se intendi come migliorare la presenza sui motori di ricerca di un profilo Pinterest o delle board contenute in esso, le regole sono quelle solite dei siti. Ovvero buoni contenuti, buona interazione con gli utenti (avere quindi un buon numero di follower, repin, like ecc., ecc.) e tanta popolarità. Qui il vantaggio è che siamo all’interno di un sito di per sé è già popolare.

Se invece stai chiedendo se la presenza di un link su Pinterest verso una pagina di un sito web migliori la visibilità di quest’ultimo sui motori di ricerca, qui il discorso è molto più complesso. I link contenuti sulla piattaforma sono tutti nofollow, quindi non entrano nel link-graph di Google, ovvero non contribuiscono al calcolo del PageRank.

Oltre tutto ci sono state dichiarazioni ufficiali di Google dicendo che i segnali sociali non hanno (ancora) influenza diretta sui loro algoritmi. Ma una buona presenza sui social, compreso Pinterest, può generare traffico che è sempre prezioso, e si fa anche branding comunicando i propri valori tramite immagini.

E quando si aumenta la  conoscenza di un brand, aumentano anche le ricerche relative su Google, che lo percepisce e ne tiene conto. E magari succede che veniamo scoperti da qualche persona che scrive su di un sito che ci linkerà. E quindi in maniera indiretta e dopo un po’ di tempo cominciamo ad avere benefici anche come ranking sui motori di ricerca.

Cambiando discorso, poiché studio da tempo la Local Search sto cercando di capire se i Places Pin possono dare benefici nell’ambito della Local Seo.

2. Che cosa possiamo fare, secondo te, per migliorare il ranking dei pin e delle board allo scopo di essere trovati meglio su Pinterest?

Do per scontato che le immagini postate siano belle, di alta qualità. Inoltre devono essere molto interessanti ed emozionanti per le persone a cui ci rivolgiamo, poiché dobbiamo raccontare la nostra storia con delle immagini.

Importante è poi sfruttare le peculiarità dello strumento che offre il massimo quando si usano immagini lunghe, ideali, ad esempio, per riprendere la figura umana per intero, oppure per le infografiche, ecc., ecc.

Il resto del lavoro comprende:

  • per le Board, un buon titolo e una buona descrizione;
  • per i singoli pin, occorre fare delle belle descrizioni senza usare metafore che non vengono compresi da Google & Co, e senza fare keyword stuffing, ovvero senza infarcirle di parole chiave.

Poi importanti sono i segnali sociali, ovvero i follower delle board e i repin e like dei singoli pin.

Un ultima cosa che non c’entra con la SEO, è l’utilizzo dei Rich Pin che permette di evidenziare delle caratteristiche della foto/prodotto, ecco un esempio.

Per alcune categorie questo è molto importante, oltrettutto viene esaltato il brand del sito di partenza.

3. Questo tipo di attività  può favorire anche il posizionamento del profilo Pinterest sui motori di ricerca?

Sì, aiuta anche il  ranking sui motori di ricerca, la descrizione dell’immagine si trasforma in tag ALT e in TITLE. Ho fatto qualche esperimento in passato in merito, ad esempio con la chiave “Idee Matrimonio” esce un profilo Pinterest su cui feci delle prove in passato.

4. Dove sta andando la SEO e qual è il rapporto ad oggi tra quest’ultima e i social media?

L’attività SEO è in continua evoluzione, sia grazie all’evoluzione tecnologia sia perché i motori di ricerca combattono in maniera forte e attiva lo spam e i tentativi di manipolazione da parte dei webmaster. È una attività diventata nel tempo molto più complessa ed onerosa. Google cerca di leggere un sacco di segnali differenti per avere risultati più genuini possibili e manipolabili con più difficoltà. Oltre che pertinenti ovviamente.

E considera un sacco di segnali tra cui anche le interazioni con le persone.

In molti casi ci sono delle query implicite, in altri casi cerca addirittura di anticipare le domande. Vedi ad esempio il Venice Update in cui comprendendo l’intento locale, senza che noi specifichiamo nulla, ci da risultati geolocalizzati, legge in autonomia la posizione dal nostro indirizzo IP o dall’antenna GPS.

Oppure Google Now dove ci offre (senza averle richieste e in base al contesto) informazioni che lui ritiene interessanti in base al nostro comportamento precedente. Per quanto riguarda il rapporto Social Network e SEO i due mondi interagiscono tra di loro. Quindi delle buone attività sui social network sono positive per il SEO. Non va assolutamente escluso a priori.

Come dicevo prima Google riesce a leggere la forza di un brand che fa grosse azioni di marketing, sui social, ma anche offline, poiché queste attività producono molte query sul motore, anche con parole chiave (non brand) annesse. Ad esempio se il brand Pippo che vende fiori fa pubblicità in radio o in TV o anche sui social, ci sono poi delle persone che effettuano query sui motori relative a Pippo fiori e simili. E di questi dati Google ne ha tanti e sono segnali usati per il ranking.

Poi comunque le conversazioni sui social network producono relazioni tra persone, e se siamo stati bravi e convincenti, risolto dubbi, o emozionanti qualcuno metterà prima o poi un link al nostro sito. Quindi in maniera indiretta e alla lunga, lavorare sui social network porta dei benefici SEO.

Inoltre Google sta andando verso la direzione di leggere e comprendere quello che fanno le persone che scrivono sul web e non solo i link e i testi. Cerca di spostare un po’ l’attenzione dai documenti ai loro creatori (una sorta di Author Rank in pratica, anche se non è attualmente attivo per quanto se ne parli da tempo) analizzando anche i profili social.

Motivo in più  per usare attivamente i social network, poiché sul web siamo quello che pubblichiamo.

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Domenico Armatore

Papà di CommunityManagerFreelance.it, co-founder di Pinterestitaly e docente di Community Management e Pinterest Marketing per Ninja Marketing, Il Sole 24 Ore e altre realtà italiane. Co-autore dell'e-book "Pinterest per il business". Impallinato di musica tecno ed elettronica.

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